Il male maggiore della disoccupazione non è la perdita di quella ricchezza materiale che potremmo avere in più in regime di piena occupazione. Vi sono due mali maggiori: il primo che la disoccupazione fa sembrare agli uomini di essere inutili, indesiderabili, senza patria; il secondo, che la disoccupazione fa vivere gli uomini nel timore e che dal timore scaturisce l’odio.
Fin tanto che la disoccupazione cronica di massa sembrerà possibile, ogni uomo apparirà come nemico dei suoi compagni nella lotta per avere un posto. (…) Da questa lotta sono favorite molte manifestazioni ancora più spiacevoli: l’odio contro gli stranieri, l’odio contro gli ebrei, l’inimicizia fra i sessi. Il mancato impiego delle nostre forze produttive è la fonte di una serie interminabile di mali. Quando questo mancato impiego sarà stato eliminato, sarà aperta la via a un progresso concorde senza la pauraWilliam Beveridge
Se la Bce continua a fare delle politiche di austerità la precondizione per le sue operazioni di finanziamento, questo si tradurrà solo in un aggravamento delle condizioni del paziente.
Joseph Stiglitz
(…) il nostro punto di vista è questo: nell’organizzazione borghese della società italiana ci sono degli istituti di controllo che non funzionano, danneggiando così la produzione capitalistica genuina, poiché hanno lasciato che dei perversi, dei criminali continuassero nella loro attività più di quanto è presumibile un’azione losca possa rimanere ignorata. Ciò significa che l’organizzazione borghese italiana è cattiva anche capitalisticamente.
Il proletariato ha il compito specifico di premere continuamente sull’ordinamento attuale perché esso si rinnovi e diventi sempre più favorevole alla produzione, all’incremento della ricchezza: deve premere perché della borghesia si affermino solo quei ceti e quegli individui che, con la loro attività capitalisticamente onesta, rendano le condizioni meccaniche e naturali della vita sociale più adatte a un trapasso di classe al potere. Perciò i socialisti vogliono che gli istituti di controllo statale siano competenti ed esercitino effettivamente il loro ufficio. Solo i socialisti possono volere ciò, perché disinteressati, perché fuori della geèna degli affari. Ed essi non si possono accontentare delle astrattezze, delle responsabilità generiche. Nel fatto esiste la burocrazia che doveva controllare l’attività commerciale (…) e il potere esecutivo che doveva provvedere a impedire la speculazione. Cosa ha fatto la burocrazia? Ha compiuto il suo dovere? E, caso mai, perché non l’ha compiuto? La ricerca deve essere fatta, le responsabilità devono venire assodate. Gli incapaci, i malversatori devono venire eliminati. È una prova del fuoco per il regime: perché solo dimostrando di essere sempre capace di adempiere al suo compito sociale, esso si regge. Ma se nessuno lo obbliga a continuamente superare la prova, esso si perpetuerà tra l’indifferenza di tutti (…).Antonio Gramsci
Il nostro punto di vista
16 marzo 1918
«I miei compagni lavoratori, lottarono tanto per le 8 ore di lavoro. E ora stanno ottenendo le 6 ore. Ma quello che lavora 6 ore, poi si cerca due lavori; pertanto, lavora più di prima. Perché? Perché deve pagare una quantità di rate: la moto, l’auto, e paga una rata e un’altra e un’altra e quando arriva a estinguere… È un vecchio reumatico, come me, e la vita gli è già passata davanti. E allora uno si fa questa domanda: è questo il destino della vita umana?»
José Pepe Mujica Río G20 (by Solidários Anônimos)
Con sottotitoli in italiano:
C’è un grave problema, ossia la questione dell’esternalizzazione dei servizi che vengono svolti dai lavoratori con i salari più bassi. Come sempre, il motivo è il risparmio di denaro e la ditta che ottiene l’appalto riduce di conseguenza i salari e taglia il personale. È una ricetta destinata ad alimentare i conflitti. Il fatto che ciò avvenga in tutta Europa non rende questa pratica accettabile. (…) Abbiamo realizzato un film dedicato proprio a questo argomento, «Bread and Roses». Come potrei non rispondere a una richiesta di solidarietà da parte di lavoratori che sono stati licenziati per essersi battuti per i propri diritti? Accettare il premio e limitarmi a qualche commento critico sarebbe un comportamento debole e ipocrita. Non possiamo dire una cosa sullo schermo e poi tradirla con le nostre azioni. Per questo motivo, seppure con grande tristezza, mi trovo costretto a rifiutare il premio.
Ken Loach
Sul rifiuto del premio assegnato dal Torino Film Festival: le motivazioni
Ancora una volta ci tocca puntualizzare quale debba essere il ruolo delle forze dell’ordine nelle manifestazioni di piazza. Le polizie in un ordinamento democratico devono essere promotrici dei diritti, garanti della libertà di espressione. Là dove le manifestazioni sono di massa la presenza deve essere discreta e l’uso della forza deve essere proporzionato e residuale. Là dove ci sono frange non controllate di persone che usano violenza è compito di una Polizia professionale e democratica isolarle, identificarle, prevenirne le degenerazioni e proteggere chi invece protesta in modo pacifico. Ancora una volta stiamo invece a contare i feriti, a guardare basiti un uso indiscriminato della violenza, come se la sentenza della Cassazione sulla Diaz non avesse insegnato nulla. Chi sbaglia paga, si usa dire. Questo però vale per tutti. In questo momento non vorremmo che ancora una volta prevalesse lo spirito di corpo nelle valutazioni politiche e istituzionali. La polizia deve prevenire l’esito violento delle manifestazioni di piazza. Non deve punire per strada nessuno. Quello del poliziotto è un mestiere importante. Non deve trasformarsi in giustiziere. L’eventuale sanzione, che non può mai essere fisica, non spetta certo a chi fa ordine pubblico. Le sanzioni in uno Stato di diritto le comminano i giudici dopo regolari processi.
Patrizio Gonnella