QUEL CAMBIAMENTO CHE NON C'È
Dalla rivoluzione alberghiera che, subito, rischia di trasformarsi in una farsesca dittatura del megafono, al “se c’era Renzi”. Primi spunti per una riflessione
Dalla rivoluzione alberghiera che, subito, rischia di trasformarsi in una farsesca dittatura del megafono, al “se c’era Renzi”. Primi spunti per una riflessione post-elettorale in divenire
[sommario]
Vincitori morali e vittorie di Pirro.
Lo sconfitto, il persistente potere mediatico e la forza della disperazione.
Un berlusconiano al quirinale?
I referendum del 2011 e il segno del cambiamento.
Il male maggiore della disoccupazione non è la perdita di quella ricchezza materiale che potremmo avere in più in regime di piena occupazione. Vi sono due mali maggiori: il primo che la disoccupazione fa sembrare agli uomini di essere inutili, indesiderabili, senza patria; il secondo, che la disoccupazione fa vivere gli uomini nel timore e che dal timore scaturisce l’odio.
Fin tanto che la disoccupazione cronica di massa sembrerà possibile, ogni uomo apparirà come nemico dei suoi compagni nella lotta per avere un posto. (…) Da questa lotta sono favorite molte manifestazioni ancora più spiacevoli: l’odio contro gli stranieri, l’odio contro gli ebrei, l’inimicizia fra i sessi. Il mancato impiego delle nostre forze produttive è la fonte di una serie interminabile di mali. Quando questo mancato impiego sarà stato eliminato, sarà aperta la via a un progresso concorde senza la pauraWilliam Beveridge
Beppe Grillo e una pericolosa idea di trasparenza - L'indiependente Webzine
Fa benissimo Grillo a invocare la trasparenza nei processi decisionali della cosa pubblica. Non può ignorare, però, il significato storico della segretezza del voto in quei casi in cui si ritiene necessario che l’autonomia di scelta del singolo prevalga sulla disciplina del suo gruppo di appartenenza. Ed è questa la partita che si gioca da giorni nel movimento: i parlamentari a 5 stelle sono anche in minima parte autonomi o devono essere come degli automi? E laddove non hanno piena autonomia di scelta a chi devono rispondere: “alla totalità dei cittadini” o a Beppe Grillo? Il j’accuse di Grillo su (…)
Ora, qui capiamo tutto: la crisi del Paese, le necessità economiche, il bisogno che qualcuno cerchi da Palazzo Chigi di tamponare la situazione. È però mai possibile che nessuno, in un sussulto di dignità istituzionale, dica chiaro e tondo: “Quello del Pdl è un ricatto e ai ricatti non si cede”. Sì, perché questo e non altro, è quello che sta accadendo. C’è un anziano e ricco signore che, per sua stessa ammissione, non vuol fare “la fine di Craxi”. E, sentendosi perduto, chiede una soluzione politica ai suoi processi. Come imputato ha giustamente diritto a essere condannato solo al di là di ogni ragionevole dubbio. Solo che lui sulla cosa ci ragiona da anni. E deve essere giunto alla conclusione che di dubbi ve ne sono davvero pochi. Troppi processi in corso per sperare che vadano tutti bene. Troppi reati per sperare di farla di nuovo franca. Così i nominati del suo partito, tra i quali figurano 34 indagati e quattro pregiudicati, si presentano in massa a palazzo di Giustizia non per costituirsi, ma per dare un segnale preciso: questa volta siamo stati buoni e civili. La prossima, chissà. È uno stile che in Sicilia la gente conosce bene. Arriva uno, entra in negozio e dice gentile: “Bello questo negozio, bello questo bancone, belle queste tende. Bedde, beddissime. Certo che sono tutte infiammabili”. A volte il commerciante sta zitto e paga. A volte supera la paura, denuncia e vince. Sarebbe ora che qualcuno nel Pd come al Colle provasse a vincere. Non per loro ovviamente. Ma per noi e per ciò che resta di questo disgraziato Paese.
Peter Gomez
Una caratteristica della nascita del movimento (…) fu l’aver reclutato (…) membri da questa massa di persone apparentemente indifferenti che tutti gli altri partiti avevano abbandonato come troppo apatici o troppo stupidi per meritare la loro attenzione.
Hannah Arendt ― Le origini del totalitarismo
Forse, avete già avuto motivo di sapere della convocazione dell’On. Prodi alle ore 19,00. D’altronde, i rappresentanti della Casa della Libertà non hanno minimamente contestato che l’incarico debba andare al capo della coalizione di centrosinistra, secondo quello che è, d’altronde, il chiaro dettato della nuova legge elettorale.
Giorgio Napolitano
Dichiarazione del Presidente della Repubblica
Palazzo del Quirinale, 16 maggio 2006