frammenti di condivisione da Sei Dee già Pulp

We want bread, but we want roses, too!

Bread and Roses (2000)

Fondamentalmente, anche se spiacevole, il passato è comunque più rassicurante dell’incertezza legata al cambiamento; per questo si perpetua.


«Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile. Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia».

Giordano Cavestro “Mirko”
(Parma, 30 novembre 1925 – Bardi, 4 maggio 1944)

«Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile. Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia».

Giordano Cavestro “Mirko”

(Parma, 30 novembre 1925 – Bardi, 4 maggio 1944)

QUEL CAMBIAMENTO CHE NON C'È

Dalla rivoluzione alberghiera che, subito, rischia di trasformarsi in una farsesca dittatura del megafono, al “se c’era Renzi”. Primi spunti per una riflessione post-elettorale in divenire

[sommario]

Vincitori morali e vittorie di Pirro.

Lo sconfitto, il persistente potere mediatico e la forza della disperazione.

Un berlusconiano al quirinale?

I referendum del 2011 e il segno del cambiamento.

Rivoluzione digitale o dittatura del megafono?

Se c’era Renzi.

Si può uscire dalla crisi, svoltando a sinistra?

Il male maggiore della disoccupazione non è la perdita di quella ricchezza materiale che potremmo avere in più in regime di piena occupazione. Vi sono due mali maggiori: il primo che la disoccupazione fa sembrare agli uomini di essere inutili, indesiderabili, senza patria; il secondo, che la disoccupazione fa vivere gli uomini nel timore e che dal timore scaturisce l’odio.
Fin tanto che la disoccupazione cronica di massa sembrerà possibile, ogni uomo apparirà come nemico dei suoi compagni nella lotta per avere un posto. (…) Da questa lotta sono favorite molte manifestazioni ancora più spiacevoli: l’odio contro gli stranieri, l’odio contro gli ebrei, l’inimicizia fra i sessi. Il mancato impiego delle nostre forze produttive è la fonte di una serie interminabile di mali. Quando questo mancato impiego sarà stato eliminato, sarà aperta la via a un progresso concorde senza la paura

William Beveridge

“La piena occupazione e la coscienza sociale”

In realtà gli anziani «dirigono» la vita, ma fingono di non dirigere, di lasciare ai giovani la direzione, ma anche la «finzione» ha importanza in queste cose. I giovani vedono che i risultati delle loro azioni sono contrari alle loro aspettative, credono di «dirigere» (o fingono di credere) e diventano tanto più irrequieti e scontenti. Ciò che aggrava la situazione è che si tratta di una crisi di cui si impedisce che gli elementi di risoluzione si sviluppino con la celerità necessaria; chi domina non può risolvere la crisi, ma ha il potere di impedire che altri la risolva, cioè ha solo il potere di prolungare la crisi stessa.

Antonio Gramsci

gramscisource.org